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Natura e storia si incontrano
Alta montagna selvaggia dove sentieri storici si alternano a pareti verticali. Borghi autentici che vivono al ritmo della natura. Sapori genuini nelle malghe e trattorie di contrada.
La Strada delle 52 Gallerie sale ripida tra tornanti scavati nella roccia, testimone silenziosa della Grande Guerra. A Recoaro Terme l’eleganza liberty abbraccia sorgenti curative conosciute da secoli. Sul Carega le vie di arrampicata sfidano alpinisti esperti mentre la Val Posina conserva angoli di natura incontaminata. Al Parco Rossi di Santorso ville storiche raccontano l’archeologia industriale vicentina.
Nei canyon dell’Astico l’acqua cristallina invita a tuffi rinfrescanti tra rocce levigate. Le contrade di Valdastico si affacciano su pascoli dove malghe familiari servono formaggi appena prodotti. Salite ciclistiche impegnative tra Monte di Malo e Passo Xovo attraversano borghi silenziosi e panorami mozzafiato. Cucina a chilometro zero nelle trattorie di contrada, dove ogni piatto racconta il territorio.
La Strada delle 52 Gallerie e gli itinerari della Grande Guerra
La Strada delle 52 Gallerie rappresenta un capolavoro di ingegneria militare costruito in nove mesi durante il 1917. La mulattiera scavata nella roccia del Pasubio permetteva di rifornire le truppe italiane in vetta al riparo dal fuoco austro-ungarico.
Il percorso inizia a Bocchetta Campiglia a 1216 metri e sale alle Porte del Pasubio a 1934 metri. Sei chilometri di cui oltre due sviluppati attraverso le gallerie scavate nel calcare, alternate a tratti a mezza costa con strapiombi vertiginosi.
Le gallerie più spettacolari sono la diciannovesima e la ventesima, che si avvolgono su se stesse formando spirali ascendenti nella roccia. Ogni galleria porta un nome dedicato a città, reparti o eventi della guerra.
Il percorso richiede buona preparazione fisica e scarpe da montagna.
Dal Rifugio Papa in vetta si gode una vista che spazia dalla pianura veneta alla laguna, dai ghiacciai dell’Adamello alle Dolomiti. Numerose testimonianze belliche punteggiano il massiccio: trincee, postazioni di artiglieria, caverne adibite a caserme sotterranee.
Altri sentieri storici attraversano il Pasubio da ogni versante. L’Alta Via della Grande Guerra collega i quattro sacrari militari vicentini attraverso duecento chilometri di percorsi tra storia e paesaggio. La Strada degli Scarubbi offre un’alternativa più agevole per il ritorno dalla vetta.
Le contrade di montagna e le esperienze autentiche di turismo rurale
La Val Posina preserva contrade alpine dove la vita montana autentica resiste al tempo. Piccoli nuclei abitativi aggrappati ai versanti conservano architetture tradizionali in pietra e legno. Il sentiero delle Contrade attraversa Biasi di Sotto, Biasi di Sopra, Polenta, Xausa e Laba tra terrazzamenti recuperati dal bosco.
Un tempo le madri legavano i neonati alle piante mentre lavoravano i campi scoscesi. Oggi fontane e capitelli raccontano in forma poetica la storia dell’abbandono e del ritorno. Pannelli informativi spiegano pratiche agricole tradizionali e architetture rurali. Il laghetto Main a Posina offre passeggiate immerse nel verde.
La valle produce fagioli tipici scalda e fasola, patate e ortaggi di montagna. La cucina locale celebra gnocchi di patate fatti a mano e sopressa artigianale. La Festa della Montagna mantiene vive le tradizioni con mercati, dimostrazioni di antichi mestieri e degustazioni.
Valdastico e Tonezza del Cimone propongono sentieri tra boschi di faggi e malghe. Le contrade ospitano piccoli agriturismi a gestione familiare dove scoprire ritmi lenti e sapori genuini lontani dal turismo di massa.
Valdastico: forre smeraldine e natura autentica
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Valdastico è un territorio di contrade sparse tra boschi e pascoli, dove il tempo sembra essersi fermato a un’epoca più lenta. Contrada Laghi è diventata celebre sui social per i suoi scorci bucolici: baite in pietra, orti curati, galline che razzolano libere e panorami che abbracciano l’intera vallata. Qui le famiglie custodiscono tradizioni agricole e preparano formaggi e salumi secondo ricette tramandate da generazioni.
Il canyon dell’Astico rappresenta l’anima selvaggia di questa zona: l’acqua smeraldina scorre tra gole strette e profonde, scavando rocce calcaree in forme spettacolari. D’estate le pozze naturali diventano piscine fresche dove fare il bagno circondati da pareti alte decine di metri.
Il sentiero che costeggia il torrente alterna tratti facili a passaggi più tecnici, sempre immerso in una vegetazione rigogliosa.
Le contrade storiche punteggiano tutta la valle: nuclei abitati minuscoli, spesso raggiungibili solo a piedi, dove l’ospitalità è spontanea e sincera. Nelle trattorie di contrada i menu cambiano con le stagioni: funghi e selvaggina in autunno, verdure dell’orto in estate, polenta con formaggi locali tutto l’anno. La tranquillità qui non è un optional ma la condizione naturale, lontano da frenesia e turismo di massa.
Il Carega e Pian delle Fugazze
Il massiccio del Carega, con i suoi 2.259 metri, domina le Piccole Dolomiti con pareti verticali e creste affilate che sfidano alpinisti esperti. Le vie di arrampicata sul versante sud sono considerate tra le più belle del Vicentino: roccia compatta, esposizione solare ottimale e dislivelli che superano i 400 metri. La Gusella del Vescovà, con il suo profilo aguzzo, è l’icona fotografica di questa montagna calcarea che ricorda le Dolomiti orientali per conformazione geologica.
Pian delle Fugazze, a 1.162 metri di quota, è il crocevia tra Vallarsa e Recoaro: un altopiano erboso dove partono sentieri escursionistici adatti a tutti i livelli di preparazione.
Le passeggiate tra malghe e trincee della Prima Guerra Mondiale sono accessibili anche alle famiglie, con dislivelli contenuti e panorami che spaziano fino al lago di Garda nelle giornate limpide. Il Rifugio Campogrosso offre ospitalità e cucina montana a poca distanza dal passo.
Per chi cerca l’alta montagna vera, i sentieri CAI salgono verso cime secondarie come il Monte Pasubio e il Monte Maggio: percorsi impegnativi tra ghiaioni e creste esposte, dove l’attrezzatura da ferrata e l’esperienza sono indispensabili. La fauna selvatica include camosci, aquile e marmotte visibili soprattutto all’alba.
Salite in bicicletta tra valli silenziose
Le strade che salgono verso Monte di Malo, il Monte Summano e Passo Xovo sono diventate mete ambite per ciclisti in cerca di sfide autentiche lontano dal traffico. Pendenze che sfiorano il 15%, tornanti secchi e asfalto stretto disegnano salite impegnative dove anche gli atleti più preparati trovano il giusto stimolo. La salita al Summano da Santorso accumula 700 metri di dislivello in poco più di 10 chilometri: un tracciato che non concede respiro ma regala vedute aeree sulla pianura vicentina.
Passo Xovo, tra Recoaro e Schio, è un classico delle granfondo locali: strade secondarie che attraversano boschi di faggi e piccole contrade dove il traffico automobilistico è ridotto al minimo mentre il silenzio è interrotto solo dal canto degli uccelli.
Durante le salite le soste nelle contrade permettono di rifocillarsi con prodotti locali: formaggi di malga, salumi stagionati, pane casareccio e vino del territorio. Le trattorie a conduzione familiare preparano piatti semplici ma sostanziosi, ideali per ricaricare le energie prima della discesa. Qui il ciclismo mantiene ancora la sua dimensione più pura: fatica, paesaggio e sapori genuini senza mediazioni turistiche.